Marsala non è solo vino. È una città che si racconta anche a tavola, tra sapori forti e antichi, gesti lenti e tradizioni tramandate come reliquie.
Qui il cibo è ancora fatto per saziare il corpo e accarezzare l’anima. Ecco 5 cose tipiche da mangiare a Marsala, se vuoi scoprire davvero dove sei.

Cassatelle di ricotta
Le chiamano cassateddi, e solo il nome basta a far venire l’acquolina in bocca. Sono ravioli dolci fritti, con un cuore morbido di ricotta di pecora, zucchero, gocce di cioccolato fondente e, a volte, una lieve nota di cannella. La pasta che li avvolge è sottile e fragrante, e quando esce dall’olio bollente diventa croccante e friabile, con quel colore dorato che profuma di casa e di festa.
A Marsala sono una presenza fissa. Ma i ricordi più vividi legati alle cassatelle spesso conducono un po’ più in là, fino a Castellammare del Golfo, nel trapanese, dove c’è chi ancora parla con nostalgia dei pellegrinaggi notturni alla ricerca delle migliori cassateddi fritte del paese. Una tradizione che sa di mare, silenzio e zucchero.

Cous Cous di pesce: Marsala tra Africa e Mediterraneo
Marsala ha due anime: una rivolta al mare, fatta di pesce fresco e brezze salmastre; l’altra volta al sud, verso il Maghreb, che porta spezie, sabbia e racconti lontani. A rappresentare questa doppia identità c’è un solo piatto: il cous cous di pesce.
Sulla costa trapanese, il cous cous non è solo cibo, ma tradizione, ospitalità e legame tra culture. Si parte sempre dalla semola lavorata a mano, poi cotta lentamente a vapore. Il tocco finale è il brodo di pesce — scorfano, gallinella, triglia, calamari, gamberi — arricchito da spezie, pomodoro, aglio e prezzemolo: un concentrato di mare e deserto.
Ogni boccone è un viaggio tra storie e sapori. Anche nelle versioni più veloci, con cous cous precotto e frutti di mare surgelati, resta un piatto ricco e simbolico, ideale per i giorni caldi in cui si cerca qualcosa di leggero, ma pieno di gusto.

Pane cunzato: il pane, ma meglio
Non è un semplice panino, né una bruschetta. Il pane cunzato è molto di più: un rito siciliano, un morso di storia e Mediterraneo.
Nato come pasto frugale dei contadini, oggi è una specialità amata da tutti. Pane casereccio caldo, olio extravergine, pomodori maturi, acciughe, formaggio, sale e origano: ingredienti semplici, ma capaci di creare magia.
Si mangia con le mani, in piedi, magari dopo un bagno o tra le bancarelle di un mercato. Ogni zona ha la sua variante, ma l’anima resta la stessa: celebrare la semplicità e la verità del cibo fatto con amore.

Insalata di polpo: l’estate in una ciotola
Ci sono giorni in cui il mare non si guarda soltanto: si mangia. L’insalata di polpo è uno dei piatti più semplici e autentici della cucina mediterranea. Fresca, leggera e saporita, è perfetta d’estate, come antipasto o piatto unico.
La chiave è nella cottura: il polpo dev’essere tenero ma consistente. Poi basta poco: olio extravergine, limone, prezzemolo, sedano croccante. A volte patate, olive o pepe nero per arricchire.
Ideale per un pranzo in terrazza, un buffet, un picnic o persino da portare in spiaggia. È il mare che si fa cibo, con gusto e semplicità.

Mostarda di fichi d’India
Non è una crema né una torta. La mostarda di fichi d’India è un dolce compatto, quasi scolpito, fatto con la polpa di un frutto selvatico, cotto lentamente e lasciato solidificare in stampi rustici.
È una delle preparazioni più antiche della tradizione siciliana, legata alla terra, al sole e alla pazienza. Si gusta tagliata a fette, da sola o con frutta secca, ma oggi accompagna anche formaggi stagionati, grazie al suo sapore dolce e leggermente piccante.
Un dolce semplice, ma che racconta storie profonde di campagna, stagioni e tradizione.

In alcune zone della Sicilia, la mostarda viene anche essiccata, diventando una sorta di dolce secco da conservare a lungo, pronto a essere servito durante le festività o nelle fredde giornate invernali.

